Soltanto un gioco? Vero. Ma il gioco ha due possibili destinazioni, la prima è quella di finire presto, la seconda è quella di finire male. Second Life sembra le abbia schivate entrambe le alternative, perché presto non finirà, e male chissà.
Pare abbiano raggiunto i 10 milioni gli utenti di questo metamondo multimediale, e il trend cresce a ritmi impressionanti. Milioni di persone dediti ad una sorta di interazione umana ove la presunzione di vivere una seconda realtà costruita a immagine e somiglianza delle proprie velleità prende il sopravvento. Tali utenti sono nominati Avatar, ma è opportuno spendere qualche parola in merito.
Ho scoperto che Avatar è un termine presente nella religione induista, esso rappresenta la Divinità che in una situazione di grave degrado etico s’incarna in un corpo umano e lotta per il ripristino della giusta morale. Budda è un Avatar, Krishna, Rama e anche il Cristo sono Avatar.
Ma l’Avatar di Second Life non lo è (non sa neanche che vuol dire). Pur tuttavia la tendenza a comportarsi come un dio affiora in lui, vaneggiando e piccandosi di cambiare i connotati del creato, a cominciare da se stessi, spesso col risultato più probabile di ridicolizzarsi.
Bisogna però essere onesti. La tendenza maniacale a volersi dimostrare per quello che non si è e quello che non si ha non è certa nata con questo fatuo gioco. E anche Sartre diceva che in fin dei conti l’uomo è un dio mancato. La rappresentazione virtuale della propria esistenza non è allora che un tentativo di restituirgli il giusto.
Resta un ultima osservazione. Il paradosso è palese: costruendosi un sovra-realtà del genere l’Avatar pensa di aver assecondato ai propri desideri, in effetti li ha solo accresciuti e amplificati. La cosa più aberrante di Second Life è questa: essa è una officina di desideri. La saggezza orientale insegna che il desiderio è alla base del dolore, rimuovere il primo significa cassare il secondo. L’Avatar neanche questo sa. E non vuole saperlo. Ha bisogno di quella vita fittizia, ha bisogno di compiere adulterio verso la sua ‘First Life’, di indossare una maschera. Sia!
p.s. Cosa immaginereste di mettere su second life che possa sbalordire tutti? Un immagine di se che sia perfettamente identifica alla propria vita reale. Potrebbe far riflettere.